Gelosia

Jealous of L, arent you?

Mi sono sempre posto svariati interrogativi in merito alle strategie adottate in ambito relazionale. Sembra vada particolarmente di moda il lancio del seme della gelosia nell’animo del proprio partner, sperando, così, di richiamare le sue attenzioni. E’ un’arma di rara potenza, la gelosia.  E’ insomma una lama a doppio taglio: la si desidera entro un certo limite, eppure non ci si dimentica mai di maledirla. E’ il lento consumarsi dell’innamorato insicuro, dell’amore che cerca conferma d’amore. Per definizione, una passione giovane ed immatura fatica a sottrarsi a questo crudele tranello emotivo. Dall’alto della mia inesperienza in affettività&affini, non posso nascondere d’essermi lasciato imprigionare più volte dallo spettro della gelosia – nel mio caso, per giunta, assolutamente immotivata, tanto più che gli oggetti dei miei desideri erano lontani anni luce, da me. Quello strano torpore. Quell’abbandono, seguito da fiamme di rabbia, confinata nell’io – e ivi repressa. Diabolica.

Lontani anni luce, dicevo. Dunque illusori, dunque ideali. La gelosia di un amore ideale mi rapisce, mi ha già rapito, di fatto.

E’ quella autentica che sembra rifuggirmi. Il punto è che non mi sono mai trovato in una situazione che prevedesse un’applicazione sufficientemente valida del geloso immaginario. Non ho condiviso alcuna storia di valore in tutti questi anni. Pur tuttavia, ho come l’impressione di aver sviluppato una sciocca forma di self-pride in seguito alla quale ho finito con l’assumere un’inverosimile impermeabilità al suddetto sentimento.

Arrivo al dunque. Credo di aver trovato una persona capace di intenerirmi e di intrigarmi assieme. Non ammetterò subito il fatto che mi piaccia – ma sto cominciando a nutrire una qualche speranza. Non è bellissimo, non è magro, non sembra troppo meticoloso: insomma, si presenta proprio come piace a me. Il nostro incipit ha seguito un’andatio discreta, in sintonia con terminologie calde e romantiche ma soprendentemente mai troppo volgari.

Forse si aspettava che lo cercassi con insistenza, con la sua stessa insistenza nel farmi la corte. Voleva sentirsi desiderato.

Ecco appunto. Dopo il brivido di poter aver a che fare con una realtà appena verosimile (e non candidamente stipata nei meandri della fantasia) è scattato il mio solito vuoto. Non amo bruciare le tappe in queste circostanze – ma come non lasciare che cuociano a fuoco lento?

Si direbbe che il “mio” orsacchiotto non sembri gradire queste stategie culinarie d’alta classe. Si è sentito trascurato, il cucciolo. Ho avvertito il suo muso lungo protrudere aldilà delle poche righe che ci siamo scambiati la scorsa sera. Dapprima si è buttato a pietà, accucciandosi tra dubbie espressioni di malinconia: successivamente ha ripiegato sulla geniale contromossa del giovane medio: “facciamolo ingelosire!” – avrà pensato.

E ha pensato male. Ho subito percepito una palese forzatura nel suo tirare in ballo un fantomatico “amico speciale”, ogni qual volta potesse farlo. Avrei povuto inchiodarlo all’istante ma ho preferito comunicargli le mie impressioni tramite SMS. Con tutta la considerazione che cercava – e che merita. :-)

Seriamente, la gelosia non è robetta da un paio di giorni –  persino costui avrebbe da ridire –  e lo credo bene! Soffrirò per persone con cui sento di aver veramente condiviso qualcosa, non certo per il primo arrivato.. Dunque i punti son due: o l’orsacchiotto è stupido forte oppure ha un modo tutto suo di giocare con il romanticismo degli altri in modo tale da stabilizzarlo.

Ho sventato il piano senza cadere nel tranello. L’ho capito, l’ho capito e son riuscito ad anticiparlo. La mia previsione acuta mi ha permesso di realizzare ogni cosa.

Come sei bravo, caro Amairgen. Come sei solo.

Annunci

~ di Amairgen su 11 maggio 2009.

Una Risposta to “Gelosia”

  1. E se invece di tutte queste sovrastrutture strategico-psicologico-caratterialsentimentali ti fossi concesso al flusso delle cose?
    Ok, hai sgamato un giochino vecchio come il mondo ma avresti potuto parteciparvi e forse sarebbe stato persino divertente.
    La perfezione non esiste, prima di affacciarti al nostro mondo di imperfetti, dovresti chiederti quali tipi di compromesso sei disposto ad accettare. Non puoi perdere l’occasione di conoscere qualcuno che ti piace solo perché hai scoperto una sua debolezza, anzi è proprio la condivisione di queste debolezze alla base di un possibile innamoramento. Delle persone che amerai, amerai anche i limiti e le fragilità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: