Colpo d’occhio

Prologo:

Ciao io mi chiamo L. e te?

Ehi, ciao.. Io mi chiamo M., piacere

Piacere mio amò hai foto?

Segue uno scambio di foto, dal quale emerge che ci si trova interessanti ed una serie di domandine stereotipate come l’età, l’occupazione e le relazioni passate. Trascorsi all’incirca 15 minuti di conversazione..

Capito.. Tesò comunque io mi chiamo L. te?

__

Dovrei fidarmi molto di più delle mie prime impressioni.

Spesso e volentieri temo di cadere nell’eccesso opposto e di peccare di superficialità: conoscere una persona implica ripetuti incontri, dialogo, complicità ma soprattutto tempo, tanto tempo. Eppure, mi rendo conto che le sensazioni iniziali la dicono molto più lunga di quanto si potrebbe pensare.

Il suddetto elemento, il nostro L. – quasi mi piange il cuore  dovermi riferire a lui in questo modo – appartiene in realtà ad un passato recente. Già lo conoscevo, insomma, e sin da allora mi ero fatto una pessima idea sul suo conto.

Mesi e mesi dopo si ripresenta: avrei dovuto ignorarlo, (come mio solito) ma trattandosi di una tipologia di ragazzo soggettivamente molto ma molto gnocca, ho preferito lasciar correre. Eh si, la testa la perdo anch’io una tantum, per mia fortuna. Anche se, purtroppo, l’esito non è stato dei migliori..

Un rincitrullito di prima categoria.

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~ di Amairgen su 2 agosto 2009.

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